“Se a dare nuova sostanza all’atto creativo fossero il plagio, l’appropriazione, il furto e quindi, in fin dei conti, la non originalità? “
CTRL+C, CTRL+V – (scrittura non creativa) Kenneth Goldsmith
In questo periodo, con l’aiuto di un team dedicato, abbiamo definito la nostra mappa di valori da cui è emerso il concetto di “artista fuori dagli schemi”. Da subito, qualcosa ci suona un pò strano, “fuori dagli schemi?”… ma oggi, cosa significa davvero? e soprattutto…quanto ha senso ancora parlare di unicità?
La riflessione si aggancia fin da subito ad un’opera di riferimento nel nostro percorso: “CTRL+CTRV (Scrittura non creativa)” di Kenneth Goldsmith. In questo libro/manifesto”, si legge nella quarta di copertina, “Kenneth Goldsmith tenta di ripensare la figura dello scrittore (ma anche del lettore) contemporaneo. Non più un genio romantico e isolato, ma un programmatore di linguaggio, un pensatore interconnesso che predispone e si prende cura di una complessa «macchina da scrittura»”
Da questa premessa il concetto di unicità prende le distanze dall’originalità, riflettendosi sulla modalità con cui, piuttosto, decidiamo di affrontare ogni processo.
Nel nostro caso, l’unicità deriva da una formazione che mette al primo posto l’artista prima che il grafico, la formazione umanistica che precede quella tecnica.
Quando ci approcciamo ai progetti, non ci limitiamo a soluzioni standard. Esploriamo la storia, i valori e il contesto culturale del cliente per creare identità visive che non solo rappresentano, ma raccontano una storia e costruiscono una connessione duratura con il pubblico, valorizzando il processo tanto quanto il prodotto finale e distinguendoci come creatori di significato nel nostro settore.
“Essere unici” nel nostro contesto lavorativo implica adottare un approccio principalmente orizzontale in cui i diversi piani di esperienze e competenze si intrecciano tra loro permettendoci di cogliere ogni aspetto senza tralasciare nulla. Di cogliere quel valore che lega le cose tra loro.