Lavorare insieme: il nostro impegno


Ecco la domanda ricorrente: “Come fate a lavorare in dodici?” Segue la nostra risposta ironica: “è una faticata”, perché è vero, lo è.
Nonostante questo, immobili, restiamo appiccicati, perché sappiamo che è tra gli spazi delle connessioni che risiede il significato dei nostri sforzi.

Questa è la nostra decisione.

Un manifesto.

L’unica via.

“Ma veramente lavorate tutti insieme?”

La nostra decisione di lavorare come gruppo non è motivata dalla semplice convenienza, è una presa di posizione. Il modo in cui ci muoviamo dalla più piccola alla più grande azione ha sempre alla base il pensiero collettivo e consapevole. 
Nel tessuto delle nostre dinamiche, emergono connessioni che vanno al di là delle singole azioni. Ogni decisione, ogni passo avanti, è il risultato di un dialogo continuo e di una comprensione condivisa. La consapevolezza di agire come parte di un insieme più ampio.

Ma dodici persone vuol dire dodici teste, paure e desideri diversi.
Un ingranaggio complesso che, proprio come in una relazione, soffre dei suoi alti e bassi, e pure, questo “sforzo” è talmente carico di senso che sembra più facile.

I rapporti sociali, sebbene faticosi, sono il terreno in cui il nostro cervello complesso si è evoluto. La complessità delle interazioni sociali, anche le più piccole, si intreccia in una costellazione mutevole che ha plasmato la nostra intelligenza. Questo turbolento viaggio sociale ha reso gli esseri umani intelligenti, poiché siamo stati costretti ad evolverci in un intricato labirinto di relazioni.

In questo contesto, ci proponiamo come interpreti della complessità e in quanto artistǝ, la nostra prima opera siamo noi, che in un panorama volto al pensiero individuale e mai in riferimento alla collettività, ci muoviamo insieme.