Dobbiamo restare lucidi

Noi ci siamo capitati insieme. 

Improvvisamente dalle aule di un’università ci siamo ritrovati immischiati in una forma di lavoro collettivo e totalizzante.
Nella dimensione quasi onirica delle aule accademiche la nostra mente e il nostro corpo hanno avuto spazio per esprimersi e crescere, abbiamo costruito draghi di 14 metri, illuminato grattacieli, generato foreste con materiali di riciclo. Le nostre idee hanno preso magicamente forma e abbiamo potuto sperimentare noi stessi.

*Abbiamo anche imparato che l’artista è la persona più concreta che possa esistere.


Ed è stato lì che abbiamo scoperto il sogno che tutt’ora seguiamo come una stella polare, nel frattempo però bisogna issare le vele, saper leggere il vento, cucinare per la flotta e prepararsi a possibili ammutinamenti.
La concretezza è l’essenza dell’artista, la trasformazione da pensiero a azione.
L’artista è la persona che in qualunque campo, scientifico o umanistico, afferra le implicazioni delle proprie azioni e della scienza del suo tempo.
Non può arrivare e calare qualcosa dall’alto, non può non considerare il territorio in cui agisce e le persone che lo abitano.
È da sempre imprescindibilmente connesso alla realtà che lo circonda, non solo quando crea ma anche quando deve trovare modi per sopravvivere.

Nei sogni lucidi, una persona è consapevole di essere nel mezzo di un sogno e può, in un certo senso, dirigerne la narrazione, essenzialmente influenzandone il corso.
Applichiamo questo concetto alla nostra esperienza: il sogno di “fare gli artisti” è affiancato, marcato, placcato da pensieri lucidi e concreti di sostenibilità economica, emotiva e spirituale, perché anche se l’artista è l’essere più concreto al mondo, oggi questo percorso non è sicuramente il più sostenibile.
Le modalità che appartengono ai sogni sono le prime che pratichiamo, spostare il punto di vista, trasformando il reale in surreale e mettere cose apparentemente distanti in connessione tra loro.
Queste modalità sognanti sono nostri punti di forza quando ci rapportiamo con qualcuno di esterno ma lo scarto ulteriore per noi sta proprio nell’applicare lucidità.
Il nostro modus operandi è saltare da una dimensione all’altra (onirica e razionale, astratta e concreta, sogno e lucidità) tracciando un percorso unico.

Mantenere uno sguardo lucido è difficile esattamente quanto mantenerne uno sognante, e noi siamo alla ricerca continua di un equilibrio tra questi.